Chi di voi ricorda la guida circa l’installazione di Android su PC desktop e portatili? Ai più attenti sicuramente non sarà sfuggita l’entrata del nuovissimo Android 4.0 nella lista delle ISO del progetto Android-x86, seppur in versione devel(-oper). Chi di voi l’ha notato, avrà sicuramente notato anche la scritta AMD ed è proprio su questa che noi oggi ci concentriamo.
Pare infatti che la soluzione adottata già da qualche anno da AMD riguardo ad un chip ibrido CPU/GPU stia iniziando ora ad interessare alle maggiori industrie manifatturiere di smartphone e tablet. Se nVidia da un lato aveva fatto molto con il suo Tegra2 (ed ora con Tegra3) dall’altro una collaborazione con Intel per piattaforme portatili a 32bit sembrava ancora lontana. Con la nuova versione di Android (4.0 Ice Cream Sandwich) sembra invece che il robottino verde si stia sempre più avvicinando al mondo delle architetture complesse ed in particolare a quelle proposte dalla famiglia di APU AMD Fusion.
Le APU non sono altro che soluzioni CPU/GPU che integrano un’offerta notevole a livello prestazionale, sia per quanto riguarda il calcolo che il rendering. Il tutto viene gestito inoltre da un controller che assicura il minimo consumo possibile, andando a rendere un immenso favore alla batteria (che in alcuni casi riesce a superare le 6 ore). Laptop equipaggiati di chip Fusion se ne sono già visti parecchi, ma adesso pare che in casa Google si siano interessati al chip video delle Radeon ed abbiano reso compatibile il loro sistema operativo proprio con questa specifica architettura. L’accelerazione hardware che ne consegue è una delle migliori mai ottenute fino ad ora, e sicuramente un ottimizzazione dei driver potrà portare soltanto risultati migliori in un prossimo futuro.
Altra nota positiva sta nel fatto che se Intel può permettersi, come ha sempre fatto, di mantenere alti i prezzi, AMD anche in seguito all’acquisizione del marchio ATI, ha perseverato una strategia di mercato che vede prezzi competitivi e prodotti costantemente aggiornati.
Non ci resta che attendere qualche mese e scoprire se questa collaborazione Android/AMD potrà rivelarsi un’accoppiata vincente o un altro sogno andato in fumo.
Note: Brazos non è altro che il nome della piattaforma APU della generazione attuale.













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