Fino a qualche anno fa avere un prodotto Apple fra le mani voleva dire principalmente due cose:
• Avere soldi
• Essere alla moda
Chi adottava questo stile era sicuramente qualcuno che dava nell’occhio a prima vista e che lasciava in noi l’immagine di un uomo (o una donna) che fosse ormai “realizzato”. La magia Apple creava attorno agli user un alone di superiorità difficile da far cadere, e allo stesso tempo contribuiva alla differenziazione tra chi “poteva” e chi “non poteva“(non a caso in diversi studi sul Divario Digitale si parla di “people who can” e “people who can’t”). A distanza di qualche tempo tutto ciò è semplicemente un bel ricordo, ricordi che si uniscono ai jeans del caro Jobs e a quell’inconfondibile hype tutto particolare che si creava ogni qual volta un keynote era vicino.
Da magia Apple si trasformò ben presto in un fenomeno di massa. Se non avevi un iPhone/iPod valevi meno di una cicca, eri automaticamente emarginato e tutto ciò che ti restava era il tuo stupido e vecchio smartphone Android con quell’insignificante robottino verde sempre sorridente.
Eppure qualcosa cambiò, di nuovo; proprio come recitava il vecchio slogan “This changes everything. Again“.
Il malvagio robot telecomandato dalla casa madre Google, iniziò a conquistare il mondo con la sua mira espansionistica e in breve tempo divenne pari passo al beneamato iOS. Ma come? dov’è finita tutta quell’atmosfera idillica che solo i prodotti Apple riuscivano a dare? dove tutta la sorpresa e la meraviglia e lo stupore nel vedere qualcosa di rivoluzionario? Sono passati,certo non per tutti, ma ormai sono passati. Proprio come l’acqua sotto i ponti anche la tendenza che sembrava non dovesse avere mai fine è passata. E se ancora l’iPhone 4S vende 3 milioni di unità a pochi giorni dal debutto, la serie Galaxy vende 30 milioni, accompagnata da tutti i colleghi con vendite non tanto meno soddisfacenti.
Oggi soprattutto, si registra una data importante, un evento “banale” che potrebbe scombussolare l’intero ecosistema mobile.
A chi ricorda con piacere l’entrata di BlueStacks nel nostro mondo di applicazioni Windows (leggasi articolo qui) noi (o meglio la “Myriad Group“) rispondiamo che “finalmente” tutto il mondo Android ha invaso gli iDevice.
E’ una notizia da prendere a dir poco con le pinze, anche se il successo del suo compagno “App Player for Windows” ci porta a credere che difficilmente tutto ciò sia soltanto una news per far parlare un pò di sè. Da poche ore infatti la Myriad ha rilasciato un importante comunicato, con il quale afferma a toni decisi che qualsiasi dispositivo d’ora in avanti che sarà dotato di un display e di una connessione ad internet sarà da considerarsi ufficialmente un candidato all’avvio di applicazioni Android.
La notizia riguarda in particolare l’iDevice tanto conosciuto col nome di iPad 2 che possiamo vedere qui sotto
Profanato dal suo acerrimo nemico, questo gioiello della tecnologia mobile è “riuscito” ad avviare alcune “app verdi” così da portare immediatamente la Alien Dalvik 2.0 al centro di tutti i palcoscenici del mondo. Ricordiamo che la Alien Dalvik altro non è che una macchina di emulazione che permette l’esecuzione di codice Android su qualsiasi dispositivo.
Con la nuova versione 2.0 pare che ogni barriera sia stata sconfitta, e se da un lato la notizia potrebbe rendere gioiosi (se non di più) i proprietari dell’iPad 2, ci scusiamo per la durezza ma è necessario fare un appunto.
Ora che qualsiasi dispositivo, a partire da un qualunque smartphone, per passare da HDTV e persino radio per automobili, può eseguire i tanto amati Anrgy Birds, o l’utilissimo nDrive, o la fantastica GoTo Lock Screen, non v’è più motivo per gli sviluppatori di separarsi in ranghi chiusi e a se stanti. Adesso, potranno tutti lavorare su una unica base piattaforma, quella di “Android“.
Ed ecco che il passo avanti che è stato compiuto oggi dalla Myriad Group diventa una batosta insostenibile per tutti gli altri OS Mobili, ecco che il robottino verde imitando i suoi fratelloni Transformers diventa un mostro gigante, ed ecco che la battaglia per i nascituri OS (Bada, Baidu, MeeGo, ecc..ecc…) diventa a dir poco insostenibile.
Tuttavia, come in ogni fatto reale c’è un però: in questo caso il nostro però è dato dal fatto che come con BlueStacks ci siamo resi conto che di fatto “le favolose App Android che girano su Windows” sono effettivamente al momento poco più di una trentina… possiamo, per così dire, sperare che una sorte simile capiti ad Alien Dalvik, giusto per dare il tempo ai programmatori per riflettere sul da farsi e decidere se continuare a programmare per 6 o più ecosistemi diversi, o riunirsi tutti sotto un unico tetto.
E come capita ormai spesso purtroppo, anche questa volta noi di StyleTechBlog vi lasciamo col dubbio. Noi potremo avere risposte solo col tempo, voi seguendoci ![]()
Una buona serata dallo staff!














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