Come molti di voi sapranno, nelle ultime ore è stato resa disponibile ufficialmente la release stabile della nuova versione del celebre sistema operativo Linux Ubuntu, la “Natty Narwhal” – Narvalo elegante. Per chi non lo sapesse Ubuntu è un Sistema Operativo totalmente gratuito e più-che-simpatizzante ad una ideologia open-source (diciamo pure che ne è il massimo rappresentante). La comunità Ubuntu si è sviluppata negli ultimi anni a livelli esponenziali, garantendo alla moltitudine degli utenti, software gratuiti sempre aggiornati e una stabilità davvero invidiabile. Inoltre essendo basato sulla piattaforma Linux, usando Ubuntu o qualsiasi altra distribuzione GNU (per distribuzione si intende in parole molto povere, una versione modificata dalla casa madre indirizzata ad un pubblico predefinito), saremo immuni ai “virus” che ormai spopolano su Windows e minacciano anche iOS.
Prima dell’upgrade Linux Ubuntu si presentava col nome in codice di Maverick Meerkat (versione 10.10) (che in italiano significa letteralmente: suricato luminoso; altra particolarità del sistema è stata sempre quella di adottare nomi di specie animali accostati da simpatici aggetivi. Ricordiamo Ubuntu 9.10 “Karmic Koala” – Koala karmico, Ubuntu 8.04 “Hardy Heron” – Airone audace, o Ubuntu 7.10 detto Gutsy Gibbon – Gibbone coraggioso).
Andando un pò sullo specifico, precisamente il Koala Karmico portò con se parecchie rilevanti novità, come ad esempio l’aggiornamento di versione del FileSystem (che su Windows ricordiamo è ormai da anni e anni, sempre NTFS) da ext3 a ext4, è stato aggiornato anche il Bootloader che ha preso il nome di GRUB2 ,ed è stato introdotto il servizio per lo storage online, UbuntuOne,
Tornando ai tempi nostri, Ubuntu 11.04 ha fatto la sua presentazione in pubblico nella giornata di ieri, e (come si era già potuto constatare dalle 3 versioni alfa e dalle 2 versioni beta) i cambiamenti all’interfaccia sono stati davvero molto ma molto significativi.
Il sistema in generale adesso dà l’impressione di star utilizzando un grande tablet, e dato l’hype che cresce ormai costantemente intorno ad Android Honeycomb 3.0, non c’è da stupirsi forse se Canonical abbia deciso di appoggiare la filosofia mobile.
Android e Linux, seppur non appartenenti alla stessa casa presentano una ideologia di fondo comune, come predetto, l’open source.
E sembra che, nonostante le diversità che possano esistere tra un OS desktop e un OS mobile, questa volta Ubuntu si sia veramente avvicinato parecchio a ciò che potrebbe essere una interessantissima interfaccia grafica per dispositivi portatili.
Scendendo un pò più nel particolare, c’è da dire che l’ambiente desktop (di base GNOME) è stato affiancato all’interfaccia (termine che ci suona parecchio familiare) Unity.
Ma cos’è? e cosa fa questa nuova “interfaccia”?
Facile, consente all’utente di avere a disposizione la massima area visibile su cui lavorare, eliminando barre degli strumenti inutili, riducendo al minimo la barra di stato, ingrandendo le finestre davvero a tutto schermo, e introducendo una simpatica barretta a scomparsa che ricorda un pò lo stile iOS e un pò lo stile Android. Un’altra simpatica innovazione (se non altro in ambito desktop) è stata l’introduzione di un Software Center. Ebbene sì, dopo l’AppStore made in Cupertino, il SamsungApps coreano, il negozio applicazioni firmato Intel, e l’idea di Microsoft di aprire un suo store online dove racchiudere tutte le applicazioni winzozz, anche su Ubuntu è sbarcato un “contenitore organizzato” di applicazioni online. In questo caso è doveroso fare i complimenti ai suoi programmatori, in quanto l’esperienza utente è davvero piacevolissima. L’interfaccia grafica si integra pienamente con l’ambiente desktop, nessun colore va in contrasto con l’altro e le animazioni sono essenziali e fluide. Il parco software inoltre è davvero immenso e permette di trovare praticamente un’applicazione per qualsiasi cosa si abbia in mente di fare. Da una semplice partita a dama, alla grafica vettoriale, al gioco 3D, all’editing audio avanzato.
Tuttavia, oggi non siamo qui per proporvi l’upgrade (piccola nota: il sistema operativo Linux Ubuntu è l’unico al momento che permette non solo il download gratuito ma anche l’avanzamento di versione – upgrade- senza costi aggiuntivi) da Ubuntu 10.10 a Ubuntu 11.04 (che comunque vi consigliamo); ma vogliamo piuttosto puntualizzare l’attenzione di voi cari lettori su un particolare interessante che salta all’occhio al momento dell’installazione di Linux Ubuntu 11.04.
Curiosi? bene guardate l’immagine sotto..
Notate nulla di strano? Beh è una slide, c’è una tabella con del testo, un titolo, in basso è visibile la shell coi comandi in esecuzione, e c’è anche un portatile e .. un dispositivo mobile. Uno smartphone, sì, ma che smartphone? sarà uno di quei soliti modellini senza nome che si vedono spesso online e che servono appunto per richiamare l’attenzione sul concetto di smartphone senza andare a pagare chi sa quanti soldi in copyright? Diamo uno sguardo un pò più da vicino…
Adesso guardate nello spazio nero fra lo speaker dello smartphone e il suo display… pare ci siano alcune lettere. Eh sì, sono proprio tre lettere quelle! .. Un momento! noi sappiamo che lettere sono! Sono una H, una T e una C! Che poste una accanto all’altra… ebbene sì! richiamano proprio il celeberrimo marchio HTC Corporation! La casa taiwanese che ha da sempre fatto parlare molto bene di se, per dispositivi come l’HTC HD2, il Desire, il Wildfire, e più recentemente il Mozart, e il Sensation (ancora in arrivo).
Andando a guardare ancora più da vicino infatti si nota come il sistema operativo mostrato nel display sia veramente Android! (molto probabilmente si tratta di Froyo 2.2)
Non c’è più alcun dubbio, HTC, Ubuntu e Android si sono fatti pubblicità a vicenda. Ma perchè?
Che cosa sta tramando questa volta Canonical, o che cosa Google, o che cosa HTC?
L’ipotesi più azzardata e forse la migliore che potessimo pensare, è che potremmo presto vedere un tablet.. magari firmato HTC.. magari con un sistema open source come Android.. magari con una interfaccia simile a quella di Ubuntu 11.04! O forse che sia in preparazione una versione tablet di Ubuntu pronta a fare capolino nell’inaspettato in modo da cogliere gli sguardi anche dei passanti meno attenti? Non è da escludere, non è affatto da escludere.
Si è già parlato in passato di progetti di porting dell’intera interfaccia GNOME su dispositivi mobili, e come XDA ci ha insegnato fino ad ora, gli HTC sembrano essere i dispositivi più malleabili in termini di porting. I progetti intrapresi finora sono falliti tutti, o comunque hanno continuato senza far parlare troppo di se. Arrivati a questo punto però le cose potrebbero procedere per via ufficiali e magari presto potremmo ritrovarci un tablet HTC con interfaccia Sense+Unity. Pensate che spettacolo, quale esaltazione del bello! Un accostamento che toglie il fiato al solo pensiero.
E se invece più semplicemente Ubuntu si sta organizzando per creare una sorta di supporto nativo ai dispositivi Android? certo una ipotesi più plausibile.. ma a che serve l’immaginazione se non la si usa?
E voi cosa ne pensate? Vedremo un tablet HTC con Linux in versione tablet unito alla nuova UI Unity? O forse un dispositivo mobile HTC con Android e piena compatibilità a Ubuntu?
A noi intanto piace pensarlo così

















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